Anatomia e immaginazione nel Tour of the Minnow di W.G. Sutherland

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Tra il 1948 e il 1951, verso la conclusione di alcuni suoi corsi, William Garner Sutherland invitava gli studenti a compiere un viaggio singolare. Non leggeva un testo preparato. Parlava liberamente, e ogni volta il racconto assumeva una forma diversa. Lo chiamava il Tour of the Minnow, letteralmente il giro del pesciolino. *

Le versioni che conosciamo furono ricostruite in seguito a partire dagli appunti di Adah Sutherland, Rebecca C. Lippincott e Marion Howe Wilder, insieme alla trascrizione di una registrazione realizzata da Rollin Becker. Anne L. Wales riunì questi materiali in un testo composito, costruito sulla base di sette lezioni tenute a Des Moines, Providence e Chicago.[momicoh.pastperfectonline] ** [sctf]

Quel piccolo pesce può diventare minuscolo, entrare nel quarto ventricolo, attraverso il liquor cerebrospinale, risalire l’acquedotto di Silvio, osservare i plessi coroidei, sostare accanto alla ghiandola pineale, esplorare la pituitaria e lasciarsi trasportare dalle correnti fluide che attraversano il cervello vivente.

Il Tour of the Minnow è una lezione narrativa, una forma di insegnamento fondata sulla “capacità di estendere la nostra immaginazione” (op.cit.), verso la partecipazione percettiva. Sutherland ci invita a entrare nel cranio e a osservare ciò che accade nel cervello vivente.

Il piccolo pesce rappresenta anche lo studente. Nuota, si ferma, guarda, si interroga, cambia direzione. Non riceve risposte già ordinate. Esplora. La conoscenza si costruisce lungo il cammino. Il cervello viene raccontato attraverso immagini neuro-anatomiche, fisiologiche, meccaniche, metaforiche e poetiche.

Sutherland utilizza continuamente verbi di azione e di percezione: osserva, guarda, nuota, ascolta, considera, immagina, renditi conto. Il suo insegnamento non procede soltanto per concetti, ma attraverso un’esperienza narrativa capace di orientare l’attenzione e per costruire una geografia interiore.

È così che possiamo leggere il viaggio come una forma di educazione percettiva, un modo per avvicinare l’anatomia descritta all’anatomia vissuta, trasformando l’immagine mentale in orientamento, movimento e presenza.

Il Tour of the Minnow condivide alcuni principi con quello che viene descritto oggi come cognizione e simulazione incarnata, come la costruzione delle mappe corporee e dell’apprendimento esperienziale. Il valore del tour del pesce rosso sta nella capacità di trasformare l’anatomia in esperienza vissuta.

Sutherland non conosceva il sistema glinfatico, la fisiologia della glia, le moderne immagini delle pulsazioni cerebrali o le teorie della cognizione incarnata. Ma il suo metodo didattico ci dimostra come può, un sapere neuro-anatomico, diventare esperienza, attraverso un percorso immaginativo nel nostro corpo vivo, fluido e pulsante.

immagine di AI

La mappa che accompagnerà questo testo segue le principali tappe del percorso di Sutherland. È una carta geografica che mostra i luoghi attraversati e il modo in cui il piccolo pesce impara progressivamente a orientarsi.
Prima di comprendere, occorre entrare dentro e orientarsi. Prima di spiegare, occorre osservare e riflettere. Prima della tecnica, viene la percezione.

La mappa del viaggio e i livelli di lettura

Prima di seguire il pesciolino nel suo percorso, fermiamoci un momento davanti alla carta del viaggio. Come ogni esplorazione, anche quella immaginata da William Garner Sutherland possiede un punto di partenza, un itinerario e alcune tappe fondamentali. Non si tratta soltanto di una successione di strutture anatomiche, ma di una geografia del cervello vivente. Ogni luogo attraversato dal pesce può essere osservato da prospettive diverse.

immagine di AI

La prima è naturalmente quella neuro-anatomica e fisiologica, la descrizione dei ventricoli, cervelletto, tronco encefalico, talamo, ipotalamo, ipofisi, plessi coroidei, e spazi percorsi dal liquor cerebrospinale.

Durante la lettura emerge un secondo livello. Sutherland descrive delle strutture usando l’immaginazione creativa. Il quarto ventricolo diventa un porto, il cervelletto ricorda il mantice di un fabbro, i ventricoli laterali assumono la forma delle ali di un uccello o delle corna di un ariete, l’ipofisi cavalca nella sella turcica, le cellule nervose sembrano antenne radio. Le metafore aiutano lo studente a orientarsi nello spazio e a costruirne una memoria vissuta, vivente, enattiva ***.

Esiste poi un terzo livello, strettamente legato alla sua osteopatia craniale. Ogni luogo visitato dal pesciolino è anche un luogo clinico. Nel quarto ventricolo richiama la Compressione del Quarto Ventricolo (CV4) e lo Still Point; poi le membrane a tensione reciproca e il loro fulcro, la motilità del sistema nervoso centrale, la Potency, il Breath of Life e la Respirazione Primaria costituiscono il sottofondo costante del racconto. Il viaggio non è separato dalla pratica, ma ne rappresenta il fondamento percettivo.

Il quarto livello è quello neuro-biologico e fisiologico. Oggi conosciamo aspetti che Sutherland non poteva ancora osservare, come la fisiologia della glia, il sistema glinfatico, con le sue onde lente e lentissime, le influenze delle pulsazioni cardiache e respiratorie nel cranio, il dialogo continuo tra neuroni, cellule gliali, matrice extracellulare, liquor e sistema vascolare. Queste conoscenze non modificano il significato storico del Tour of the Minnow, ma ci permettono di rileggere le sue intuizioni con occhi nuovi.

Infine un quinto livello, che attraversa indirettamente tutto il racconto. È il livello pedagogico. Il pesciolino non riceve istruzioni. Esplora. Si orienta. Osserva. Si pone domande. Torna indietro. Cambia direzione. Costruisce progressivamente una geografia interiore. Prima ancora di imparare una tecnica, impara a riconoscere ed abitare lo spazio.

È proprio qui che il Tour of the Minnow rivela la sua attualità perché educa le qualità della percezione.

Nel 2011 avevo pubblicato degli estratti del testo originario, anche Franklyn Sills lo riprenderà e lo ha elaborato come un esercizio di meditazione percettiva, dedicandoci un capitolo del libro Le basi della Biodinamica, al Viaggio del pesce rosso. Molte scuole anche oggi, si riferiscono a questo testo come un’esperienza di presenza, di ascolto e di orientamento. ****

LEmbodied Learing o apprendimento-cognizione incarnati è il processo di percezione che orienta la qualità del tocco. Non solo insegnando la fisiologia dei ventricoli, ma educando il corpo a percepire dall’interno ciò che le mani cercheranno di riconoscere nell’altro.

Secondo me il “Tour of the Minnow” non è un esercizio di visualizzazione.
Sutherland non dice solo «immaginate il cervello». Dice «diventate il pesce». È completamente diverso.
Non stai osservando un oggetto. Stai cambiando punto di vista. Stai assumendo una prospettiva interiore. Oggi diremmo: first‑person experience, embodied simulation, active inference, body schema, mental imagery. Negli anni ’50 queste parole non esistevano nel vocabolario.

La narrazione del piccolo pesce di Sutherland può essere definita da queste parole. Naturalmente non si tratta di dimostrare retroattivamente le sue ipotesi. Sarebbe un errore storico e scientifico. Ma è affascinante osservare come un’intuizione nata dall’esperienza percettiva possa oggi dialogare con strumenti di osservazione che Sutherland non avrebbe nemmeno potuto immaginare.

Oggi disponiamo di atlanti digitali, ricostruzioni tridimensionali, risonanze magnetiche ad altissima risoluzione e modelli dinamici del cervello. Possiamo osservare la glia, seguire il percorso del liquor, visualizzare le onde cardiache e respiratorie che attraversano il sistema nervoso centrale. Eppure nessuna di queste immagini sostituisce il passaggio essenziale: costruire dentro di noi una geografia vivente, che in altri termini potremmo dire di abitare il nostro corpo.

Non impariamo davvero quando accumuliamo informazioni. Impariamo quando un luogo, una forma o un movimento diventano esperienza.

Sutherland chiedeva ai suoi studenti di attraversare il terzo ventricolo, sentirne le pareti, di sostare accanto ai plessi coroidei, di lasciarsi trasportare dalle correnti del liquor. In altre parole, chiedeva loro di trasformare l’anatomia in un’esperienza incarnata.

La Biodinamica ci invita a entrare negli spazi del corpo fatto di tessuti, fluidi e dalla Potenza del Respiro della Vita, il Soffio Vitale per poterli percorrere con l’immaginazione e a farli diventare esperienza. Solo allora il sapere smette di essere un’informazione e diventa presenza.

A cura di Paolo Maderu Pincione, 19 Luglio 2026
Scritto a mano, con la collaborazione di vari assistenti di intelligenza artificiale utilizzati per la ricerca bibliografica e confronto interdisciplinare.

Questo materiale è di supporto alla classe del 12 e 13 Settembre 2026 che terremo a Roma

Il cranio fluido. Ventricoli, Liquor e Sistema Nervoso nella pratica Biodinamica

Sto creando una cartella con molti file, il testo originale completo, i molteplici riferimenti delle scuole che lo hanno usato nella didattica e molto altro, qui alcuni link e video della ricerca sul cranio fluido. Non sono solo materiali riservati agli allievi del corso, ma oggetto di approfondimento e riflessione per tutti gli operatori, potere richiedermeli. Maderu
Traduzioni (parziali) del 2011  “Il viaggio del pesce rosso”. il .pdf del 2013 Trovi l’articolo illustrato anche qui

 

“Le immagini ci aiutano a comprendere ciò che le mani cercano di percepire, mentre il contatto rende vivente ciò che l’anatomia descrive.”

NOTE
* abbiamo poi tradotto impropriamente pesce rosso per le qualità iridescenti che gli venivano attribuite.

Bibliografia commentata. Fonti storiche sul Tour of the Minnow Sutherland, W. G. Teachings in the Science of Osteopathy e trascrizioni dei corsi (1948–1951). Le fonti originarie nelle quali compare il celebre Tour of the Minnow. Non esiste un testo definitivo: il racconto varia da un corso all’altro, mantenendo però la stessa funzione pedagogica. Sills, Franklyn Foundations in Craniosacral Biodynamics, Vol. I. North Atlantic Books, 2001. Uno dei testi che meglio descrive il significato didattico del viaggio del pesce rosso all’interno della tradizione biodinamica.  Una lettura fenomenologica dell’anatomia, particolarmente vicina alla prospettiva biodinamica.  Biodinamica Craniosacrale Becker, Rollin E. Life in Motion. Il movimento come principio organizzatore della salute. Jealous, James Seminari e dispense sulla Biodynamic Osteopathy. L’approccio biodinamico al Respiro della Vita, alla Potency e ai fluidi. Referenze e bibliografia

[openistax]. [ijnonline]

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