Sentire nel corpo, riprodurre con il movimento e con le mani la bio-tensegrità
Per molti anni ho insegnato anatomia esperienziale, biodinamica craniosacrale e percezione somatica. La tensegrità è stata il mio modello di rappresentazione del corpo fin dai tempi di Tom Myers e di Jader Tolja che anticipavano il modello fasciale del corpo-mente.
Parlando con studenti, operatori corporei, artisti o perfino architetti, chiedo cosa sia la tensegrità e spesso la risposta è un silenzio interrogativo.
Eppure viviamo immersi nella tensegrità, camminiamo, respiriamoe ci sviluppiamo nel grembo materno grazie ad essa.
Forse la ragione di questa apparente invisibilità è semplice: la tensegrità non è un oggetto, è un principio organizzatore.
È uno dei modi in cui la natura costruisce la forma, e la forma nasce dalle relazioni
La parola tensegrità deriva dalla fusione di due termini inglesi:
tension e integrity
tensione e integrità.
L’architetto Buckminster Fuller e lo scultore Kenneth Snelson mostrarono che una struttura può mantenersi stabile non perché possiede molta materia, ma perché le sue parti sono organizzate in una rete equilibrata di tensioni e compressioni.
Questa intuizione contiene una piccola rivoluzione.
Nella costruzione tradizionale la forma nasce dalla massa.
Nella tensegrità la forma nasce dalle relazioni.
Una colonna sostiene perché è pesante.
Una struttura tensegrita si sostiene perché le sue relazioni sono armonicamente organizzate.

- Natura – Le proteine: la forma prima della forma

Ogni organismo vivente nasce da molecole.
Prima delle cellule, prima dei tessuti, prima degli organi esistono proteine che si ripiegano nello spazio.
Le loro forme non sono casuali.
Nascono dall’equilibrio tra forze attrattive e repulsive, tra legami e distanze.
Anche a questa scala microscopica la natura non costruisce accumulando materia.
Costruisce organizzando relazioni. Potremmo dire che la vita inizia come una danza di forze.

- Principio tensegrito La cellula come architettura vivente
Negli anni Ottanta il biologo Donald Ingber propose che la cellula non fosse una piccola unità biologica delimitata da una membrana, ma una struttura vivente organizzata da reti:
microtubuli, actina, filamenti intermedi, adesioni alla matrice extra-cellulare.
In questa architettura alcune componenti resistono alla compressione, altre distribuiscono tensione. È qui che il concetto di bio-tensegrità diventa concreto: la forma cellulare nasce dalla relazione dinamica tra forze, non dalla massa isolata dei suoi componenti.

La vita è un dialogo continuo con l’ambiente.
Fonti:
https://online.kitp.ucsb.edu/online/morpho-c08/ingber/pdf/Ingber_Morphogenesis_KITP.pdf
Continuerà in una ricerca del principio tensigrado in tutte le sue forme biologiche ed architettoniche.
a cura di Paolo Maderu Pincione con il contributo cartografico e bibliografico di AI
29 Giugno 2026


