Per una pedagogia della percezione incarnata.
Se nel viaggio del pesce rosso abbiamo osservato come una mappa anatomica possa diventare esperienza percettiva, ci chiediamo ora che cosa accade quando il conoscere passa attraverso il corpo?
Dal pesciolino di Sutherland il tema rimane lo stesso: come una conoscenza può tracciare una mappa, per poi attraversare il corpo e diventare esperienza vissuta.
Pedagogia del corpo
Pedagogia, la parola deriva dal greco pais, bambino, e ágō, condurre, accompagnare. Il paidagogós non era il maestro che trasmetteva un sapere organizzato, ma colui che accompagna il bambino lungo il suo cammino attraverso i luoghi dell’apprendimento. In questo senso la pedagogia è diversa dall’istruzione e dalla formazione, non trasferisce solo informazioni, ma guida e condivide le esperienze.Negli ul
timi decenni il professor Ivano Gamelli ha introdotto all’Università di Milano-Bicocca l’insegnamento di Pedagogia del corpo e contribuendo così a riconoscerla come disciplina trasversale della formazione. Gamelli ci ricorda che «il corpo è lo snodo di ogni conoscenza» e che «dove oggi vi è un concetto, in origine vi era un gesto». http://www.pedagogiadelcorpo.it/
La cognizione incarnata (Embodied Cognition, EC) nasce dal lavoro di. Francisco Varela, Evan Thompson ed Eleanor Rosch, insieme a quelli di George Lakoff, Mark Johnson, Shaun Gallagher e Alva Noë, che hanno mostrato come la cognizione non sia un’attività confinata nel cervello, ma emerga dall’interazione continua tra organismo e ambiente. Antonio Damasio ha descritto il cervello come un costruttore continuo di mappe corporee. Maurice Merleau‑Ponty aveva già mostrato, sul piano fenomenologico, che il corpo non è un oggetto che possediamo, ma il luogo stesso dal quale il mondo acquista significato.
Dal “viaggio del pesce rosso” al corpo
Potremmo dire che Sutherland nel Tour of the Minnow, abbia anticipato diverse teorie neuro-fisiologiche, posso chiamarla una esperienza didattica di simulazione incarnata.

Simulazione incarnata,
immaginazione e corpo
Secondo me il “Tour of the Minnow” non è un esercizio di visualizzazione. C’è una differenza profonda tra l’osservare mentalmente un oggetto e il “diventare il pesce”, assumendo una prospettiva interiore ed in prima persona.
Approfondimento: Il cranio fluido, glia, liquor e sistema glinfatico
La teoria della simulazione incarnata, di Vittorio Gallese spiega chiaramente questo meccanismo: l’immaginazione di una sensazione attiva gli stessi circuiti neurali dell’esperienza reale. Il viaggio nei ventricoli funziona proprio così: non descrive il cervello in modo astratto, ma ci permette di costruire una rappresentazione viva e sentita di noi stessi.
TOP-DOWN e BOTTOM-UP
Esiste una direzione complementare definita bottom-up, in cui il cambiamento emerge dall’esperienza sensoriale e dal movimento, permettendo al sistema nervoso di riorganizzarsi attraverso il vissuto.
L’immagine, allora, non rimane una semplice rappresentazione mentale.
Come ricorda Alva Noë, «la percezione non è qualcosa che ci accade, ma qualcosa che facciamo».
È nell’azione e nell’interazione con il mondo che l’immagine diventa esperienza incarnata, incorporata, embodied. L’orientamento guida il movimento, il movimento guida la percezione, la percezione diventa esperienza e l’esperienza riorganizza il sistema sensomotorio, propriocettivo e interocettivo. È questo il passaggio dalla rappresentazione alla presenza vissuta, l’immaginazione stessa che attraversa il corpo e si fa carne.
Apprendimento incarnato, teoria e riferimenti
Negli anni Quaranta il fisiologo russo Nikolaj Bernstein, è stato uno dei pionieri nel campo del controllo motorio e dell’apprendimento motorio, mostrando che il movimento non è la semplice esecuzione di un programma motorio prestabilito, ma un processo continuo di organizzazione dinamica dell’intero organismo in relazione all’ambiente. Ogni gesto rappresenta una soluzione nuova, costruita istante dopo istante a partire dalle informazioni sensoriali disponibili. Muoversi significa già esplorare, e l’esplorazione genera nuova percezione. Bernstein è considerato il fondatore della biomeccanica moderna del movimento umano e del controllo motorio. Il suo libro originale https://amzn.to/4pBGbPZ
Vittorio Gallese ha mostrato, che percezione e azione condividono le stesse reti neurali, ha evidenziato come comprendere l’azione dell’altro significhi, almeno in parte, riprodurla nel proprio sistema motorio.[pubmed.ncbi.nlm.nih]
A queste prospettive si affiancano tutte le pratiche somatiche e le più recenti ricerche sull’Embodied Learning. Sono linguaggi diversi, nati nella pedagogia, nella filosofia, nelle neuroscienze, nell’embriologia, nella “somatica” e nell’osteopatia, ma convergono verso lo stesso principio, che la conoscenza non è separata dal corpo, ma prende forma nell’organismo mentre entra in relazione con il mondo.
Il compito di questa pedagogia non è insegnare prima una tecnica per affinare poi la sensibilità. Il percorso è inverso. Si educa anzitutto l’orientamento percettivo, la capacità di abitare uno spazio, di distinguere una direzione, di riconoscere un ritmo ed una qualità di presenza. Da questo orientamento nasce il movimento; dal movimento la percezione; dalla percezione il gesto; e soltanto allora la tecnica diventa l’espressione naturale di un organismo che ha imparato a conoscere.
Con altre parole la cognizione enattiva (o enattivismo) è la teoria delle scienze cognitive secondo cui la conoscenza emerge dall’azione e dall’interazione dinamica tra il corpo vissuto e l’ambiente circostante. [1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8],
Dalla mappa alla geografia vivente
L’anatomia esperienziale è il processo di percezione che orienta la qualità del tocco. È una delle applicazioni di quella che potremo chiamare pedagogia della conoscenza del proprio corpo.
Oggi disponiamo di atlanti digitali, ricostruzioni tridimensionali, risonanze magnetiche ad altissima risoluzione e modelli dinamici del cervello. Possiamo osservare la glia, seguire il percorso del liquor, visualizzare le onde cardiache e respiratorie che attraversano il sistema nervoso centrale. Eppure nessuna di queste immagini sostituisce il passaggio essenziale: costruire dentro di noi una geografia vivente, un modo di abitare il nostro corpo.
Non impariamo davvero accumulando informazioni. Impariamo quando un concetto, un luogo, una forma pensiero diventano esperienza.
Sutherland chiedeva ai suoi studenti di attraversare il terzo ventricolo, sentirne le pareti, di sostare accanto ai plessi coroidei, di lasciarsi trasportare dalle correnti del liquor. In altre parole, chiedeva loro di trasformare l’anatomia in un’esperienza incarnata.
La pedagogia dell’orientamento percettivo o della percezione incarnata trasmette conoscenze per costruire mappe e percorsi di cognizione.
La biodinamica ci invita a entrare negli spazi anatomico e fisiologici, a percorrerli con l’immaginazione e a lasciarli diventare esperienza. Solo allora il sapere smette di essere un’informazione e diventa presenza.
Bonnie B. Cohen descrive questo passaggio con il linguaggio proprio del Body-Mind Centering:
Il processo di embodiment è un processo dell’essere e non del fare. Non è un fatto mentale, ma un processo di consapevolezza in cui guida e testimonianza si dissolvono nella consapevolezza cellulare.
VISUALIZZAZIONE: è un processo in cui il cervello crea immagini di aspetti corporei e informa il corpo della sua stessa esistenza. In questo processo c’è regia, o guida.
SOMATIZZAZIONE: è un processo in cui attraverso la cinestesia (movimento) e il sistema sensoriale tattile (tocco) il corpo è informato della sua stessa esistenza. In questo processo c’è testimonianza: la consapevolezza interna del processo stesso.
EMBODIMENT: le cellule diventano consapevoli di sé. È un’esperienza diretta. Non ci sono passi intermedi o transizioni. Non c’è guida. Non c’è testimonianza. C’è riconoscimento pieno e consapevole del momento in cui l’esperienza ha origine nelle cellule stesse. In questo senso, il cervello è l’ultimo a conoscere. C’è completezza nel sapere, serenità nel comprendere. Da questo processo emergono sentimento e pensiero, testimonianza e comprensione. La sorgente di questo processo è l’amore.”
A cura di Paolo Maderu Pincione, 19 Luglio 2026 (rivisto, 10 Settembre 2026)
Scritto a mano, con la collaborazione di vari assistenti di LLM utilizzati per la ricerca bibliografica e confronto interdisciplinare.
Questo materiale è di supporto ai temi delle classi sul cranio fluido. Anche se non puoi partecipare, scrivimi che condividerò con gli interessati il materiale, anche per un prossimo appuntamento.
Il cranio fluido. Ventricoli, Liquor e Sistema Nervoso nella pratica Biodinamica
Ulteriori note e allegati:
Le prime traduzioni (parziali) del 2011 “Il viaggio del pesce rosso”. il .pdf del 2013 Trovi l’articolo illustrato anche qui

“Le immagini ci aiutano a comprendere ciò che le mani cercano di percepire, mentre il contatto rende vivente ciò che l’anatomia descrive.”
NOTE
* abbiamo poi tradotto impropriamente pesce rosso per le qualità iridescenti che gli venivano attribuite.
Bibliografia commentata. Fonti storiche sul Tour of the Minnow Sutherland, W. G. Teachings in the Science of Osteopathy e trascrizioni dei corsi (1948–1951). Le fonti originarie nelle quali compare il celebre Tour of the Minnow. Non esiste un testo definitivo: il racconto varia da un corso all’altro, mantenendo però la stessa funzione pedagogica. Sills, Franklyn Foundations in Craniosacral Biodynamics, Vol. I. North Atlantic Books, 2001. Uno dei testi che meglio descrive il significato didattico del viaggio del pesce rosso all’interno della tradizione biodinamica. Anatomia ed embriologia Standring, Susan (a cura di) Gray’s Anatomy. The Anatomical Basis of Clinical Practice. Elsevier. Il riferimento anatomico contemporaneo per ventricoli, liquor, meningi e sistema nervoso. Blechschmidt, Erich The Beginnings of Human Life. Un’opera fondamentale per comprendere lo sviluppo tridimensionale dell’embrione e la formazione del sistema nervoso. van der Wal, Jaap Articoli e seminari sull’anatomia embriologica e il significato funzionale delle forme corporee. Una lettura fenomenologica dell’anatomia, particolarmente vicina alla prospettiva biodinamica. Percezione incarnata e neuroscienze Varela, Thompson, Rosch The Embodied Mind. MIT Press, 1991. Il testo fondativo della cognizione incarnata. Gallagher, Shaun How the Body Shapes the Mind. Oxford University Press, 2005. Uno dei riferimenti più importanti sul rapporto tra corpo, movimento e coscienza. Noë, Alva Action in Perception. MIT Press, 2004. La percezione nasce dall’azione e dall’esplorazione del mondo, non dalla semplice elaborazione di immagini. Damasio, Antonio The Feeling of What Happens (1999); Self Comes to Mind (2010). Il ruolo del sentire corporeo nella formazione della coscienza. Gallese, Vittorio Articoli sulla simulazione incarnata (Embodied Simulation). Mostrano come comprendiamo il mondo e gli altri attraverso meccanismi percettivo-motori condivisi. Pedagogia del corpo Gamelli, Ivano Pedagogia del corpo. Raffaello Cortina. Una riflessione sul corpo come luogo dell’apprendimento e dell’esperienza. Bernstein, Nikolai The Co-ordination and Regulation of Movements. Il movimento come processo di organizzazione dinamica, non semplice esecuzione meccanica. Gibson, James J. The Ecological Approach to Visual Perception. La teoria delle affordances: percepire significa cogliere possibilità di azione. Biodinamica Craniosacrale Becker, Rollin E. Life in Motion. Il movimento come principio organizzatore della salute. Jealous, James Seminari e dispense sulla Biodynamic Osteopathy. L’approccio biodinamico al Respiro della Vita, alla Potency e ai fluidi.
Simulazione incarnata e letteratura Embodied Simulation and Literature di Calabrese Stefano

