L’anima sta nel mezzo

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Certo che l’anima è incarnata nella mia corporeità.
Vi propongo uno schema morfologico che vede l’organismo tripartito in funzioni. L’dea è di Johannes Rohen, l’autore di Morphologie des menschlichen Organismus. La visione è di orientamento antroposofico.

Una funzione METABOLICA o di scambio di sostanze, una
RESPIRATORIA CIRCOLATORIA o di trasporto e distribuzione e una di
SCAMBIO DI  INFORMAZIONI, il sistema nervoso e i sensi. A pensarci bene queste funzioni corrispondono ai tre strati germinativi o foglietti embrionali di cui siamo fatti. A grandi linee:
ENDODERMA organi e metabolismo
MESODERMA sangue, ossa, muscoli, fascia
ECTODERMA pelle e sistema nervoso
Di questi tre costituenti quello del mezzo, il MESO è quello ritmico. E la ritmicità, la pulsazione, la respirazione, le maree, i cicli non sono quelli che caratterizzano la Vita?
Allora forse l’elemento vitale, il PRIMO ORGANO (così ormai è definito dalla nuova visione embriologica e funzionale) che si forma nell’embrione è’ il SANGUE, che già si forma nelle lacune dell’endometrio materno, nella seconda settimana ed è in uno stato di quiescenza, una sorta di quiete biologica. Le cellule progenitrici del sangue derivano dal MESO e ad un certo punto, si mettono in movimento, vanno dappertutto e, cosa molto interessante, sono loro stesse con lo scorrimento-movimento crearno l’epitelio e i vasi che le conterranno. Dunque queste cellule (mesodermali primordiali) diventeranno il sangue che fluisce, i vasi che le conterranno (epiteli di arterie e vene) e forma organizzata a spirale nel cuore stesso. Vedi schema tratto da Branko Furst “The Heart and Circulation An Integrative Model”.

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Il contenuto che crea il contenitore.

Non potrebbe questa essere l’impronta del nostro sè, che è dappertutto e allo stesso tempo in nessun luogo, in costante flusso e riflusso. tratto da https://sacrocraniale.wordpress.com/2017/01/12/lanima-sta-nel-mezzo/

Con la collaborazione di AI, provo ora dopo 16 anni, a mettere insieme queste visioni.

Sangue & Anima, nel mezzo scorre la vita

Dove si trova l’anima nel corpo o fuori o dove ?  L’anima è incarnata nella nostra natura animale, il sangue. Non abita in un altrove, ma sta nel mezzo, nella zona ritmica dove respiro e circolazione si incontrano.

l sangue come organo dell’anima

Nel corpo, l’anima non abita in un luogo, ma in un ritmo.
Tra il cuore e i capillari, tra la spinta e il ritorno, scorre la più antica forma di sensibilità.
Il sangue non è solo trasporto: è percezione, temperatura, colore.
Porta in sé la memoria dell’esperienza, le variazioni invisibili dell’umore, la risonanza degli incontri.

Quando la circolazione si espande o si ritrae, l’anima si muove con essa: si apre, si protegge, si modula.
È come se il cuore toccasse tutto dall’interno, incessantemente.
Il suo battito è una carezza che non smette mai.

In questa prospettiva, il sangue è davvero un organo dell’anima — non metafora, ma fisiologia sottile.
Dove la scienza misura pressione e portata, il corpo sente calore e presenza.
Ogni variazione ritmica diventa tono emotivo, ogni scambio chimico un gesto affettivo.
Là, nel mezzo — tra corpo e spirito — scorre la sostanza del sentire.

L’anima, sta nel mezzo: nel flusso, nel passaggio, nell’oscillazione viva che tiene insieme la materia e la coscienza.
Nel sangue, la vita non solo circola, si accorge di sé.

Il mesoderma che viene da fuori.

Proprio da questo tessuto originario nasce il sangue, il primo organo a formarsi nell’embrione, prima del cuore.
Compare nelle lacune dell’endometrio materno, in uno stato di quiete, poi inizia a muoversi. Non spinto da nulla, se non mosso da sé.
Le cellule mesodermiche fluiscono, si dispongono in vortici e, nel loro muoversi, creano i vasi che le conterranno e la forma spiralata del cuore stesso.
Il contenuto che genera il contenitore.
La sostanza che diventa forma. Il flusso che plasma crea la sua forma.

Questa immagine rovescia l’idea meccanica del cuore come pompa.
Il sangue non è un liquido inerte da spingere: è un processo vivente che chiama a sé il cuore, che lo plasma per entrare in risonanza con il suo ritmo.
Il cuore non “fa muovere” il sangue, lo ascolta e gli dà impulso, come un musicista che si accorda al respiro dell’orchestra.

La pressione non spinge il flusso: è il flusso che, quando incontra resistenza, crea pressione.
Il sangue si comporta come una sostanza cosciente, un organismo dentro l’organismo, capace di pulsare da sé.

Il sangue, allora, non è solo materia biologica. È organo di relazione: tra l’interno e l’esterno, tra la sostanza e la coscienza, tra il corpo e ciò che lo abita.
Nel suo ritmo continuo si esprime il movimento stesso della vita, e forse — più profondamente — il respiro dell’anima incarnata.

Così, nel mezzo del corpo, tra il mondo materiale e quello percettivo, l’anima trova la sua dimora: nel battito che non appartiene solo al cuore, ma al movimento intero della vita.
Non è la pompa a dare impulso al sangue — è il sangue che dà impulso al cuore.

In quel moto a spirale, che unisce materia e respiro, forma e coscienza, il cuore ritrova se stesso.
È il luogo dove il corpo si fa ritmo, e il ritmo diventa presenza.

Scritto originale e artigianale da Paolo Maderu Pincione con l’uso della intelligenza computazionale, come supporto al 20-30 %. che formula questa valutazione:
L’anima, come scrivi nel tuo articolo, sta nel mezzo: nel flusso, nel passaggio, nell’oscillazione viva che tiene insieme la materia e la coscienza.
Nel sangue, la vita non solo circola, si accorge di sé. (Perplexity)

L’articolo completo e il testo fondamentale di Branko Furst, qui un estatto

Il cuore non è una pompa

Tratto da https://sacrocraniale.wordpress.com/2017/01/11/il-cuore-non-e-una-pompa/

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UNA CONFUTAZIONE DELLA PRESUPPOSIZIONE DELLA FUNZIONE CARDIACA DI PROPULSIONE PER PRESSIONE

Nel 1932, Bremer di Harvard filmò nei primi stadi di un embrione il sangue che circolava per autopropulsione in flussi a spirale, prima che il cuore iniziasse a funzionare. Sorprendentemente, fu così impressionato dalla caratteristica a spirale del modello del flusso del sangue che non si rese conto che il fenomeno davanti ai suoi occhi aveva demolito il principio della propulsione per pressione. In precedenza, nel 1920, Steiner, del Goetheanum in Svizzera, aveva fatto notare in conferenze rivolgendosi a dei medici, che il cuore non è una pompa che costringe del sangue inerte a muoversi con la pressione, ma che il sangue ha una sua propria dinamica biologica, come si può vedere nell’embrione e si dà un’ulteriore spinta con le forze “indotte” dal cuore. Inoltre affermava che la pressione non provoca la circolazione del sangue, ma è causata interrompendo la circolazione. La conferma sperimentale dei concetti di Steiner inerenti all’embrione e agli adulti viene presentata qui di seguito.
Introduzione
Il fatto che il cuore di per sé non è in grado di sostenere la circolazione del sangue era noto ai medici dell’antichità. Ricercarono possibili forze ausiliarie della circolazione del sangue nei vari tipi di “eterizzazione” e “pneumatizzazione” o “ensoulement” del sangue durante il suo passaggio attraverso il cuore ed i polmoni. Agli albori della scienza moderna e nel corso degli ultimi trecento anni, tali concetti divennero insostenibili. Il concetto meccanicistico del cuore come pompa idraulica prevalse e si stabilì saldamente intorno alla metà del XIX secolo. Si è visto che il sangue ha una sua propria forma, il vortice, che determina la forma piuttosto che adattarla alla sezione vascolare e circola nell’embrione con la sua intrinseca dinamica biologica prima che il cuore cominci a funzionare. Proprio come in natura un vortice inerte pulsa in senso radiale e longitudinale, timidamente assumiamo che il sangue è anche libero di pulsare e non è soggetto alla pressione che limita il suo pulsare implicita nel concetto di propulsione della pressione. Il sangue non è azionato da una pressione, ma da un proprio moto biologico rafforzato dal cuore.

Quando il cuore comincia a funzionare, rafforza il moto del sangue con impulsi a spirale. Le arterie hanno una funzione sussidiaria che mimica quella del cuore fornendo ulteriori impulsi a spirale al sangue circolante. In tal modo le arterie si dilatano nel ricevere il sangue in entrata e si contraggono per fornire un impulso per aumentare la quantità di moto del sangue.

 

Ralph Marinelli (1) ; Branko Furst (2) Hoyte van der Zee (3) ; Andrew McGinn (4) ; William Marinelli (5)
(1) Rudolf Steiner Research Center, Royal Oak, MI
(2) Dept. of Anesthesiology, Albany Medical College, Albany, NY
(3) Dept. of Anesthesiology and Physiology, Albany Medical College, NY
(4) Cardiovascular Consultants Ltd., Minneapolis, MN. Department of Medicine, University of Minnesota, MN
(5) Hennipen County Medical Center and Dept. of Medicine, University of Minnesota, MN
Sinossi
A cura di Maderu

tratto da un blog che avevo Blog https://sacrocraniale.wordpress.com/2017/01/12/lanima-sta-nel-mezzo/

ma alcuni articoli non li ho importati.

leggi anche http://www.craniosacrale.it/blog/la-quiete-nel-cuore/

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