Il movimento precede la percezione

Il motorio precede il sensorio.

Non è il sentire a generare il gesto,
ma il gesto a generare il sentire.
E questo apre nuove prospettive.


Nello sviluppo embrionale dei nervi spinali,
le fibre motorie si formano prima di quelle sensorie.
Il corpo agisce prima di sentire.
Il movimento è il primo modo con cui l’organismo esplora e definisce se stesso.

Solo in seguito, attraverso l’esperienza del movimento,
nasce il tatto come ritorno dell’azione, dai riflessi primitivi:
il corpo che incontra un limite, una resistenza, un contatto.

Il movimento apre il campo,
il tatto ne rileva la presenza


Il movimento non si limita a muoversi nel mondo: è ciò che lo apre, lo istituisce come possibilità.
Solo quando qualcosa tocca qualcos’altro, l’ipotetico diventa reale.

Blechschmidt direbbe che la forma nasce dal flusso,
non da un piano sensoriale già dato, ma dall’azione stessa della vita che si muove.
Il sistema sensoriale si costruisce come eco del motorio:

Mi muovo, dunque percepisco.

(Questa bella frase è un’eborazione originale con assistenza AI, che lega pensiero di Merleau-Ponty — “il movimento è il modo in cui lo spazio diventa visibile” —  a Varela, Thompson e Rosch in The Embodied Mind (1991), dove conoscere è un atto incarnato, “to know is to do”, e a Alva Noë (Action in Perception, 2004), per il quale percepire è un’azione, non un evento passivo. Una sintesi che rovescia il cogito cartesiano “penso, dunque sono” in chiave fenomenologica.)

Ogni percezione tattile è un ritorno del movimento.
Prima ancora di toccare il corpo regola la distanza: avanza, arretra, si ferma e
misura il mondo con piccoli aggiustamenti di sé.
È dal gesto che nasce il sentire.


Se il movimento apre il mondo, il tatto lo ancora .
È il punto in cui la vita, toccando, riconosce di esserci 🤗.
Con il tatto ci separiamo dal mondo, tuttavia attraverso il tatto possiamo riconnetterci con il Tutto⋆⭒˚.⋆🪐 ⋆⭒˚.⋆. Il tatto, il primo dei nostri sensi

Il tatto è la memoria del gesto che ci ha formati:
la spinta, la pressione, l’urto, la carezza.
In lui si incontrano la biologia e lo spirito,
la forza che crea e quella che contiene.

Ogni atto di contatto rinnova quel dialogo antico
tra movimento e percezione,
tra dentro e fuori,
tra sé e mondo.


“Il movimento è già percezione.”
R. Steiner, L’uomo come sinfonia dei sensi, GA 115 (1909)


a cura di Paolo Maderu Pincione

Una breve esperienza di movimento autentico, originario e originale 11-12 Ottobre 2025 in S-LOVE-NIA con Jasna e Samo di Soma Integra

Nel seminario sul Tatto come Senso – Tocco come Gesto – Contatto come Relazione, https://craniosacrale.it/seminari/larte-del-sentire/  ci sono molti echi di riflessione da condividere.
Il senso del tatto è un processo evolutivo che inizia della pelle, quando il nostro sistema relazionale — non ancora cosciente di sé — vive una consapevolezza pre-cognitiva dell’essere.
È il momento in cui la vita si evolve nel movimento di crescita e viene toccata per la prima volta.

Grazie a tutti i partecipanti

Maderu

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