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Tempus Fugit. Riflessioni, simbolismi e ascolto intorno all’osso dello Spazio/Tempo

Ottobre 2 @ 10:00 - Ottobre 3 @ 13:00

Un incontro dedicato all’osso temporale, il più complesso e articolato del cranio. Dalla metafora respiratoria delle “branchie del pesce” al suo movimento come “ruota eccentrica” descritti da Sutherland.
Un osso intimamente legato all’udito e all’equilibrio, con importanti relazioni neurovascolari e funzionali, con i nervi cranici e con la muscolatura di lingua e gola, con la carotide e le vene giugulari, con la masticazione, la deglutizione, la fonazione e le espressioni del volto.
Nel temporale convinvono il sistema vestibolare, il più antico filogeneticamente e il più precoce nello sviluppo embrionale umano, ed il sistema uditivo, che è il penultimo  a svilupparsi, l’ultimo è la visione. Una polarità che si può osservare anche nella costituzione calcareo-fluidica del vestibolo ed in quella aerea-pneumatica dell’udito.
Il sistema vestibolare deve attivarsi precocemente per guidare lo sviluppo dei riflessi primitivi e la coordinazione motoria fine. Già alla fine del primo trimestre, il feto è in grado di percepire i mutamenti di posizione del corpo materno nello spazio e organizzare il proprio movimento.
Dal punto di vista antroposofico, il labirinto vestibolare è il polo neuro-sensoriale/minerale, la cassa del timpano e le cellette pneumatiche sono polo metabolico/aereo e la coclea nel mezzo il polo ritmico di mediazione.

Attraverso le recenti evoluzioni dell’approccio Biodinamico ne esploreremo funzioni e struttura, con importanti e relative esperienze sensoriali.
A cura di Stefano Frediani e Paolo Maderu Pincione.
Questo incontro precede la conferenza ACSI.

Conferenza A.CS.I. 2026

Con un contributo volontario e consapevole, ci solo pochi posti disponibili, se interessati contattatemi, grazie Maderu.

Dettagli

  • Inizio: Ottobre 2 @ 10:00
  • Fine: Ottobre 3 @ 13:00

Organizzatore

  • Respirazione Primaria

Luogo