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IL CRANIO FLUIDO. Dai battiti alla quiete. Circolazione arterio‑venosa, liquor e glia nella pratica Biodinamica.

Maggio 16 @ 9:30 - Maggio 17 @ 18:00

In questo incontro esploreremo attraverso il movimento, l’esperienza sentita nel proprio corpo con e senza il contatto manuale:

I circuiti artero‑venosi del neurocranio, dalla distribuzione pressoria del sangue arterioso alla formazione del liquor.

I modelli di deflusso nei seni venosi della dura madre (ispirati al lavoro di De Tersant) e la loro relazione con il drenaggio glinfatico.

Le tre grandi famiglie di pulsazioni (cardiaca, respiratoria, VLF/LF) come motori del flusso dei fluidi cerebrali.

Le risonanze possibili tra contatto biodinamico, la regolazione dei fluidi e gli stati di quiete della DMN descritti dalla ricerca sulla meditazione mindfulness. (vedi in basso gli studi di riferimento)

Vedremo come il contatto in Biodinamica può connettersi percettivamente ai circuiti di afflusso e deflusso, sostenendo:
•la libera circolazione dei fluidi cerebrali,
•la capacità di nutrire e drenare il tessuto nervoso,
•la modulazione del sistema nervoso centrale e degli stati mentali.

Attraverso un contatto fluido e metabolico sui forami di ingresso e uscita della base cranica, sui seni venosi, sulle membrane durali e sulla regione cranio‑cervicale, metteremo in relazione i fondamenti anatomici e fisiologici con sintomi come cefalee e congestione cranica, qualità del sonno, senso di testa piena o vuota, affaticamento mentale, stati post‑traumatici e condizioni di esaurimento cronico.
Le immagini dei movimenti craniali e delle onde di pulsazione registrate con MREG, insieme alle mappe di attività della Default Mode Network in meditazione, ci aiuteranno a visualizzare come cuore, respiro, fluidi e cognizione possano essere percepiti, accompagnati e sostenuti dal trattamento craniale biodinamico.

L’incontro è rivolto a operatori con formazione adeguata in ambito craniale/osteopatico, interessati a integrare nella propria pratica le evidenze sul sistema glinfatico e sulle reti neurali della meditazione.

Programma e testo redatto a cura di Paolo Maderu Pincione, con il contributo di ricerca del Dott. Stefano Frediani DO. e il contributo referenziale e muscolare di AI.

Approfondimento dal punto di vista della ricerca

Il nostro approccio al sistema vascolare del cranio nasce dall’esperienza diretta del drenaggio dei seni venosi attraverso le suture osse, intra-ossee e le meningi, con la percezione del flusso e del deflusso del sangue dal cranio.

Le ricerche di encefalografia a risonanza magnetica ultraveloce (MREG) mostrano che il cervello è attraversato in modo continuo da onde di pulsazione dei fluidi, generate dal cuore, dal respiro e dalle lente oscillazioni vasomotorie (VLF/LF). Queste pulsazioni sostengono il sistema glinfatico, il “sistema di pulizia” del sistema nervoso centrale.

Le onde si propagano dagli spazi peri‑arteriosi verso il parenchima e gli spazi peri‑venosi, coinvolgendo ventricoli, tronco encefalico e corteccia, e contribuiscono al drenaggio di metaboliti e prodotti di scarto verso i vasi meningei e linfatici. Quando questi meccanismi si alterano, l’efficienza del sistema glinfatico può ridursi, con maggiore tendenza alla congestione, all’accumulo di proteine e a una più alta vulnerabilità a processi neurodegenerativi.

Parallelamente, gli studi di neuroimaging funzionale sulla meditazione mostrano che la pratica meditativa modifica l’attività della rete in modalità predefinita ((Default Mode Network, DMN),Default mode network connectivity. This image shows main regions of the default mode network (yellow) and connectivity between the regions color-coded by structural traversing direction (xyz → rgb).[1][2]
riducendo il vagare mentale e l’elaborazione autoreferenziale, e rafforzando i circuiti di auto-monitoraggio e controllo cognitivo.
Nei meditatori esperti si osserva una relativa disattivazione dei nodi principali della DMN (corteccia prefrontale mediale e cingolata posteriore) e una connettività più forte tra cingolata posteriore, cingolata anteriore dorsale e corteccia prefrontale dorsolaterale, sia a riposo che durante diverse forme di ascolto della respirazione e del battito cardiaco, e delle percezioni meditative sul calore, sulla gentilezza amorevole, con silenzio interiore che accompagna la quiete.

In termini semplici:

– la DMN è una rete di aree cerebrali attive quando la mente “vaga”, ripensa al passato o proietta scenari sul futuro, spesso in chiave autoreferenziale;

– la meditazione tende a ridurre questo vagare mentale e a rafforzare le reti coinvolte nell’attenzione, nell’automonitoraggio e nel controllo cognitivo.

Nei meditatori esperti si osserva spesso:

– una relativa disattivazione dei nodi principali della DMN (corteccia prefrontale mediale e corteccia cingolata posteriore);

– una connettività più forte tra cingolata posteriore, cingolata anteriore dorsale e corteccia prefrontale dorsolaterale, sia a riposo sia durante diverse forme di meditazione (concentrazione, gentilezza amorevole, consapevolezza aperta).

Durante il corso useremo schemi e infografiche per:

– visualizzare i percorsi dei fluidi (arteriosi, venosi, liquorali e glinfatici);

– rappresentare in modo intuitivo la DMN e le principali reti di controllo con cui dialoga;

– collegare queste immagini alle sensazioni che emergono nel contatto craniale biodinamico.

Questo quadro offre un ponte concreto tra lavoro craniale biodinamico, regolazione dei fluidi e modulazione degli stati di coscienza.

encefalografia a risonanza magnetica ultraveloce (MREG) 

 

Se ti interessano questi argomenti, dopo il corso potrò condividere alcune parti della guida di studio e del materiale informativo utili a programmare altre edizioni o moduli formativi correlati.

Per informazioni, iscrizioni o richieste specifiche, scrivimi tramite il modulo contatti sul sito: [https://craniosacrale.it/contatti/]

Durante l’incontro non ci limiteremo a guardare le immagini: proporremo esperienze meditative guidate per esplorare come le diverse bande di attività cerebrale (alfa, beta, gamma, ecc.) possano riflettersi nella percezione del proprio cranio e nel contatto craniale biodinamico.

Commenteremo insieme un video speciale, una riproduzione visiva delle pulsazioni cerebrali, che rende immediato “vedere” ciò che spesso sentiamo solo con le mani.

Un video speciale, la riproduzione visiva delle pulsazioni cerebrali

Riferimenti essenziali

– Kiviniemi, V., et al. (2016). Ultra‑fast magnetic resonance encephalography of physiological brain activity: Glial pulsation mechanisms? *Journal/Review*,

– Iliff, J. J., et al. (anno). Articoli sul sistema glinfatico e il ruolo delle pulsazioni arteriose nel drenaggio dei soluti. *Journal*,

– Louveau, A., et al. (anno). Studi sui vasi linfatici meningei e il drenaggio dei detriti lungo il liquido cerebrospinale. *Journal*,

– Brewer, J. A., Worhunsky, P. D., Gray, J. R., Tang, Y.‑Y., Weber, J., & Kober, H. (2011). Meditation experience is associated with differences in default mode network activity and connectivity. *Proceedings of the National Academy of Sciences*, 108(50), 20254–20259.

“Brewer et al. (2011). *Meditation experience is associated with differences in default mode network activity and connectivity* –

Una ricerca interessante: Physiology of Glymphatic Solute Transport and Waste Clearance from the Brain
https://journals.physiology.org/doi/pdf/10.1152/physiol.00015.2022

questo video è relativo ai mitocondri

https://vimeo.com/256424924?fl=pl&fe=sh

Dettagli

  • Inizio: Maggio 16 @ 9:30
  • Fine: Maggio 17 @ 18:00

Organizzatore

  • Respirazione Primaria

Luogo