L’Arte di sentire l’Arte

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Nell’oratorio del Duomo di Carrara, davanti alla porta laterale che comunica con la chiesa, c’è l’”Altare del Riscatto” con un altorilievo di Giovanni Antonio Cybei (1706 – 1784) Una particolare opera poco conosciuta e ancor meno valorizzata.
 

Il gesto dell’angelo che benedice a braccia incrociate non l’avevo mai incontrato nell’iconografia della storia dell’arte e mi ha subito incuriosito. Ho provato allora a rifarlo, quasi d’istinto, incarnandolo.
Ogni gesto è un’espressione di comunicazione: i nostri stessi movimenti embrionali possono essere letti come gesti, segni dell’anima che prende forma nel corpo ( Jaap van der Wal, L’embrione in noi).
In ambito religioso, un gesto simile assume una forza evocativa del sublime. Per questo desidero riproporlo oggi come esperienza corporea, da sentire e attraversare.

Allora prova e riprova a braccia incrociate davanti (nella danza indiana questo incrocio è chiamato “svastika”). Da una parte mi sento incatenato, chiuso, dall’altra benedico, dono, offro mi connetto, …un gesto polare … 

L’intera opera offre sette gesti in sequenza polare: destra in basso mani incrociate e mani giunte, il cuore che sento dentro. il corpo in apertura a dx e chiusura a sx. Le due figure fanno da base a una triade dei due schiavi e l’angelo. Anche i due schiavi in atteggiamento polare, braccia legate dietro e avanti. Eppoi l’angelo che li unisce, liberandoli con la benedizione del gesto.

Sopra di loro la Trinità e a destra il padre apre le braccia al mondo e quando lo fate cosa sentite? Io ora provo un senso di offerta gratitudine nella celebrazione , aprire le braccia è esserci e offrisi allo stesso tempo , grandezza e cosmo,…. Il figlio chiude, raccoglie e ha tra le braccia le tavole della legge, custodisce.

Sette gesti differenti, sette tipi di sensazioni corporee in una coreografia che va dalla devozione, con l’enfasi sul cuore (in basso) alla liberazione dell’angelo ( il nostro essere spirituale) fino all’origine raffigurata dal padre, il figlio e spirito santo, la trinità. Rievoca la tripartizione: corpo – mente – spirito / fisico-eterico-astrale / sensorio-ritmico-metabolico/ endoderma-meso-ectoderma.

Queste le conversazioni con due esperti a proposito dell’opera e del gesto.
Andrea Fusani: non ho dedicato particolare attenzione alla questione formale dell’angelo però: credo sia, in una qualche misura, una derivazione dalla grande tela di analogo soggetto realizzata da Corrado Giaquinto per la Trinità degli Spagnoli a Roma,  un’immagine opera che il Cybei doveva conoscere molto bene, è comunque un motivo frequente nell’arte legata al culto Trinitario,  ecco un buon esempio, l’Angelo che libera gli schiavi di Pietro Pacilli (un allievo di Camillo Rusconi), sulla facciata della Trinità degli Spagnoli. (https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1200199616)

Mi dispiace ma non conosco il significato devozionale del gesto. Spero di esserle stato d’aiuto! Non sono argomenti nei quali io mi sia mai addentrato, il gesto è raro ma consueto per questo tipo di rappresentazione (che risponde alle esigenze di una devozione assai particolare). Andrebbero indagate più a fondo le esigenze (e i significati) dell’arte Trinitaria, prima di trarre conclusioni.

Davide Lambruschi: di fronte alla porta di ingresso, addossato alla parete, l’altare detto “del Riscatto”, opera di Giovanni Antonio Cybei e bottega: deve il nome all’Istituzione del Riscatto, fondata da Felice Valesi, la quale aveva per scopo la liberazione degli “schiavi”. Nella bianca ancona dell’altare, di cui sono da ammirare la ricchezza e la varietà dei marmi, è rappresentata una scena con Angelo che benedice due schiavi inginocchiati, piu’ in basso san Giovanni de Mata, dottore di Parigi, e l’anacoreta fondatore dell’Istituzione suddetta, entrambi in ginocchio sulle nubi, in alto la Santissima Trinità. Nel paliotto sotto la mensa è raffigurato un cervo, chiaro riferimento al Salmo 41: “SICVT CERVVS / DESIDRAT AD / FOTES AQUARV / ITA DESIDERAT / ANIMA MEA / AD TE, DEVS. (Come il cervo desidera le fonti d’acqua, così l’anima mia desidera te, o Dio.)

È una tipologia che riprende l’iconografia della Liberazione che veniva proposta dalla Confraternita Labronica del Riscatto.

particolare dell’angelo che benedice e libera gli schiavi

particolare del padre e del figlio.

Un’esperienza, grazie Don Piero, parrocco del Duomo di Carrara

Sul tema de “L’arte di sentire l’arte” leggi anche qui

L’arte di sentire l’arte, l’estasi e gli stati di coscienza.

e qui

Stati di coscienza, l’Estasi

A cura di Paolo Maderu Pincione.

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